Milan: contro la Pro Patria leoni, con la propria curva pecoroni

 

Ieri pomeriggio il capitano dell’Inter Javier Zanetti, grande atleta e grande professionista, è stato vittima di un brutto infortunio. Gli auguriamo di riprendersi in fretta perché il calcio di gente come lui ne ha sempre bisogno.

Non la pensano così alcuni beceri tifosi del Milan che ieri sera hanno fatto partire, durante Milan-Catania, il coro “Zanetti salta con noi” e qui si arriva al centro del discorso.

Qualche mese fa, durante l’amichevole Milan-Pro Patria, alcuni tifosi di quest’ultima squadra hanno lanciato insulti razzisti al calciatore Boateng, il quale, risentitosi, si è tolto la maglia e ha smesso di giocare, seguito dai suoi compagni di squadra che hanno solidarizzato con lui. Sacrosanta decisione.

Viene da chiedersi: come mai ieri sera, sia Boateng sia i suoi compagni non hanno mostrato lo stesso sdegno nei confronti dei cori a Zanetti e nei confronti dei cori, sempre intonati dagli ultras rossoneri, offensivi verso i carabinieri (dopo ciò che è accaduto ieri a Palazzo Chigi più che mai inopportuni)?

A quanto pare siamo di nuovo davanti ad un altro bel caso di ipocrisia messo in atto dai protagonisti del mondo del calcio.

Facile prendersela con i tifosi della Pro Patria, un po’ meno con gli ultras organizzati della propria squadra, che nello stadio sono liberi di fare sempre ciò che vogliono.

Mi si dirà che contro la Pro Patria Boateng è stato vittima in prima persona, mentre ieri sera con il Catania no, ma i suoi compagni?

Inoltre, perché nessun giocatore o esponente del Milan si è dissociato pubblicamente?

E’ dunque insopportabile che ad oggi i tifosi della Pro Patria siano considerati zulu mentre quelli che intonano cori razzisti (o deprecabili come quelli verso le forze dell’ordine) a Milano, a Torino, a Roma (se ne sentono in tutti gli stadi…), siano considerati “pochi imbecilli” solo perché le società per cui fanno il tifo sono più potenti e nessuno, in quei casi, senta il bisogno di fare come il Milan contro la Pro Patria (l’unico ad aver fatto un gesto simile fu nel 2005 il calciatore africano del Messina Zoro che fermò il gioco prendendo il pallone in mano di fronte agli incivili ululati razzisti che i tifosi dell’Inter gli indirizzavano).

In un post del 2008 (Pistocchi vai a zappare!) criticai quel cretino di Maurizio Pistocchi per un analogo atteggiamento (aveva detto in faccia ad un calciatore del Catania di avere simulato, peccato che negli anni dietro non lo avesse mai fatto di fronte a calciatori di squadre più potenti, pur avendone l’occasione).

Il fatto di usare sempre due pesi e due misure, finendo sempre sistematicamente per graziare il più forte, è una pessima abitudine che difficilmente, da come vanno le cose, il calcio italiano perderà.

Milan: contro la Pro Patria leoni, con la propria curva pecoroniultima modifica: 2013-04-29T17:58:00+02:00da stefanobosca
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