Un voto alle persone e non ai partiti (se ancora ci sono…)

Sulle recenti elezioni amministrative hanno detto tutti la loro, perciò anche io (molto modestamente ) voglio dire la mia.

Tutti hanno (ed è sacrosanto) sottolineato la disfatta del centro-destra, che potrebbe riflettersi sul futuro del governo, cercando di spiegarne le cause.

La prima causa, è da ricercarsi in Berlusconi, che sta sempre più perdendo l’appeal che gli ha consentito fino ad ora  di restare in sella nel mondo della politica (il più delle volte da vincitore). Gli italiani si stanno sempre più accorgendo della vera natura della discesa in campo del cavaliere, ovvero farsi gli affari propri. Fin che questi combaciavano con una buona parte del proprio elettorato, la gigantesca telepromozione messa in atto da Berlusconi e i suoi seguaci ha dato i suoi frutti, ora che ci si accorge sempre di più  che le risposte alle domande degli elettori sono sempre più vaghe, non funziona più. Come funziona sempre meno monopolizzare  il discorso sui giudici e sui comunisti, quando la gente chiede come poter fare ad arrivare alla fine del mese.

La seconda, è un fattore che nessuno ha evidenziato ma che è altrettanto importante.

E se la gente, con il crollo quasi completo delle ideologie e dei partiti che in qualche modo le rappresentavano, avesse deciso di votare le persone?

Ormai la nostra politica è ridotta a due coalizioni della mutua che a volte sembrano pure simili.

E’ probabile che la gente si sia decisa a votare la persona, indipendentemente dalla coalizione che la sostiene.

Questo è, a mio avviso, il segreto dei trionfi di Pisapia e De Magistris.

Io credo, ad esempio, che  a votare la Moratti a Milano ci andasse un bel coraggio.

Non tanto per la gestione della campagna elettorale (che ha comunque influito), con la figuraccia fatta a Sky nel faccia a faccia con Pisapia.

Io mi immedesimo per un attimo in un abitante di Milano, che deve magari eseguire dei lavori in casa e per farli deve fare mille domande, recarsi mille volte in comune, sorbirsi tonnellate di scartoffie burocratiche con impiegati comunali che non  sopportano più di vederlo girare negli uffici (non comprendendo che lui non lo fa per divertimento, ma perché è obbligato) e poi vede il figlio del sindaco trasformare un capannone industriale in una villa, ovviamente senza che nessuno dica niente.

 A costui secondo voi, che Pisapia sia comunista o meno, gliene frega qualcosa?

Sicuramente no, come sicuramente non vota più la Moratti, perché è l’unico modo che gli è rimasto per contestare una gestione del potere così prepotente e arrogante.

 A Milano la gente  ha deciso di non votare più chi ragionava come al tempo dei romani, quando c’erano i patrizi e i plebei.

Non si può votare per un politico (sia esso di destra o di sinistra, non importa) che ragiona ancora come duemila anni fa. Il mondo si è evoluto, è finito il tempo che i patrizi facevano quello che volevano (come il sindaco di Milano e suo figlio) e i plebei o stavano zitti o finivano in pasto ai leoni al Colosseo.

Per fortuna nei secoli qualcosa è cambiato, anche se forse la Moratti non se n’è accorta e per questo ha perso. Meritatamente.

 

Un voto alle persone e non ai partiti (se ancora ci sono…)ultima modifica: 2011-06-01T21:52:00+02:00da stefanobosca
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3 pensieri su “Un voto alle persone e non ai partiti (se ancora ci sono…)

  1. Condivido l’analisi del voto di Stefano Bosca la’ anche dove dice che i cittadini scelgono sempre più “la persona”. Nel caso di Giuliano Pisapia a Milano questa scelta è stata accentuata in convinzione dall’incarnare “Giuliano” , per personalita’ (nel modo di presentarsi, di parlare, di proporre…) l’opposto dei toni da cui eravamo stati sommersi negli ultimi mesi, e giorni: urlati, diffamatori, arroganti, tesi a spaventare, addirittura a terrorizzare.
    Milano, nella sua maggioranza che si e’ espressa, ha respinto tutto cio’, con forza. Ed ora con forza testimonia al nuovo Sindaco la sua gioia e approvazione, e speranza. Devo dire che io credo la maggioranza colga in lui, anche in chi non ne conosceva il nome e la storia politica e umana e professionale, una ‘autenticita’, che e’ sincerita’. Opposta alla menzogna come metodo. Ce ne sarebbe da dire! Sono stati, quelli passati, giorni incredibili, in cui Milano e’ cambiata gia’. Si e’ passati dalla cappa di tensione, se non di vera paura, delle ultime ore di campagna elettorale, alla …si’! a quel “MILANO, BUON GIORNO” che un sorridente ‘Giuliano’ augura dai manifesti ormai famosi. E Milano ieri ha ricambiato ancora – grata – quel sorriso nel suo affollarsi in piazza Scala per andare a salutare il nuovo Sindaco e poi assistere con lui al concerto del 2 GIUGNO, all’iinterno di Palazzo Marino.
    Se l’analisi di Stefano coincide certamente in quasi totalita’ con me nell’indicare nella scelta della ‘persona’ una tendenza degli elettori, indico tuttavia che non solo le personalita’ – particolari per forza e carisma – di Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli (quest’ultimo ex rappresentante della Magistratura e non e’ senza peso cio’ a Napoli soffocata dalla malavita organizzata)) hanno vinto in Italia. C’e’ stato indubbiamente un segnale collettivo nazionale di sfiducia per il centro destra e un segnale di fiducia ri-offerta alla coalizione di centrosinistra.
    Ricorderemo questi ultimi giorni indimenticabili. Per chi li ha potuti vivere da vicino coinvolgenti al massimo grado di intensita’.
    germana

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