Gheddafi dittatore? Se ne accorgono solo adesso…

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Gheddafi boia. Gheddafi assassino. Gheddafi criminale internazionale.

Oggi sono (quasi) tutti d’accordo nell’urlare a squarciagola queste parole, con ciò che sta accadendo in Libia, che è sotto gli occhi di tutti.

C’è un piccolo problema. Gheddafi è al potere dal 1969, ovvero più di quarant’anni.

In tutto questo tempo non è che abbia pettinato bambole, ha fatto il dittatore.

Quando uno è un dittatore, significa che in pratica impone una sola legge, la sua, e chi non è d’accordo non viene certo premiato.

Questo lo sappiamo tutti, ma sembra che fino a ieri nessuno lo avesse saputo.

Dico e scrivo questo perché non vi è altra spiegazione di un semplice fatto: il dittatore libico possiede partecipazioni in aziende di mezzo mondo (Italia compresa) e gli stessi che oggi s’indignano ieri lo facevano entrare addirittura nei consigli di amministrazione delle loro società, pur sapendo chi fosse.

Ne è un esempio la Banca Unicredit, in cui Gheddafi ha quasi l’8% delle azioni. Il rafforzamento libico nell’azionariato è stato fra l’altro uno dei motivi (almeno stando alle voci di Piazza Affari riportate sui quotidiani) dell’allontanamento recente dell’Amministratore Delegato Profumo.

Negli anni settanta addirittura la più storica delle aziende italiane, il sacrario per eccellenza della finanza nostrana, la Fiat, accettò senza battere ciglio l’ingente somma di denaro che fece per un periodo diventare il secondo azionista (il primo era ed è la famiglia Agnelli) dell’azienda torinese il dittatore libico (anni dopo sempre gli Agnelli lo faranno entrare nell’azionariato della loro squadra calcistica: la Juventus).

Per non parlare delle società lussemburghesi che legano il nostro presidente del consiglio al “Colonnello” Gheddafi.

Come però scrivevo, Gheddafi ha interessi in mezzo mondo, non solo in Italia e se dovesse terminare il suo regime anche l’impero economico da lui creato rischierebbe il crollo e ciò porterebbe conseguenze all’interno dei mercati finanziari mondiali.

Ora tutto il mondo sta seguendo con trepidazione cosa accade in Libia e da molte parti si comincia a fare finta di sapere solo adesso che il Colonnello é un dittatore sanguinario.

In questo campionario di ipocrisia, sembra incredibile, ma per una volta l’unico ad aver detto la verità è Berlusconi, che nei giorni scorsi ha sostenuto e ribadito la sua amicizia col leader libico (attenzione però, potrebbero fioccare delle smentite a queste dichiarazioni, come di consueto…).

Se le cose restassero così, va dato atto al Cavaliere che in questa situazione è uno dei pochi a non rivelarsi ipocrita.

Certo, essere amico di un soggetto come Gheddafi non è una benemerenza, ma non lo è neanche criticarlo, condannarlo, chiederne l’impiccagione quando fino a poco tempo prima, pur sapendo benissimo chi fosse, gli si spalancava qualunque porta e lo si faceva entrare in qualunque consiglio di amministrazione, senza interrogarsi sulla provenienza  dei soldi che investiva.

Ora come ora la guerriglia scatenata in Libia non sappiamo come finirà e neanche mi sogno di fare pronostici, conoscendo pochissimo di quel paese e di quella realtà.

Di una cosa però sono certo.

Gheddafi non è diventato dittatore in una notte, perciò finiamola con quest’ipocrisia disgustosa e ammettiamo che se in Libia c’è quello che c’è la colpa è un po’ di tutto il mondo (specie delle nazioni più potenti), che ha sempre fatto finta di ignorare la vera natura del Colonnello per una convenienza quantomeno agghiacciante.

 

Gheddafi dittatore? Se ne accorgono solo adesso…ultima modifica: 2011-02-23T11:16:00+01:00da stefanobosca
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