La privacy è uguale per tutti, per Silvio e i suoi amici però dev’essere più uguale……

 

Ieri sera il direttore del tg4 Emilio Fede ha voluto dire la sua sul caso-Ruby  e sulla conseguente inchiesta da esso scaturita, che lo vede coinvolto di persona.

Voglio subito precisare (a costo di essere impopolare) che preferisco  Fede,  che per lo meno è schietto (fin troppo voi direte….) e non fa giri di parole nel professare le sue idee ad un Minzolini o a un Mimum che fanno finta di essere imparziali ma sotto sotto   sappiamo tutti come la pensano. A questo aggiungo un particolare non trascurabile: chi non vuole guardar Fede è libero di farlo, è sufficiente schiacciare un bottone del telecomando e girar canale.

Questo post quindi non nasce per dire quello che tutti dicono del direttore del TG4, bensì per un altro motivo.

Ieri sera Fede ha attaccato la magistratura, la stampa e tutti coloro che stanno “inzuppando il pane” nello scandalo Ruby e ovviamente questo non è solo il suo pensiero ma è pure quello di tutti gli scudieri e cortigiani del cavaliere, di cui lui è un elemento di spicco.

La motivazione è  che si rischia di danneggiare e di far sembrar colpevoli persone che poi magari non lo sono.

Per la carità, nulla da eccepire, ma perché la stampa filo-berlusconiana (ovvero quasi tutta la stampa italiana) non ha fatto lo stesso ragionamento per Marrazzo?

Peggio ancora, perché non ha fatto lo stesso ragionamento per Dino Boffo?

Perché  ce la menano da quest’estate con la casa di Montecarlo di Fini e la schedina vincente del superenalotto della Tulliani, dopo che da quasi quarant’anni viene omessa la scandalosa truffa immobiliare con cui  Berlusconi, con l’aiuto di quel galantuomo di Cesare Previti, si è impossessato della villa di Arcore?

Perché appena uno parla male di Berlusconi, il giorno dopo Il Giornale, Libero, il Foglio, Panorama lo crocifiggono mediaticamente andando a spulciare tutta la vita di costui dal momento in cui è nato?

Perché appena c’è un mezzo sentore che si sta per  scoprire una magagna di Berlusconi viene invocata una legge ad personam per salvarlo, mentre nessuno invoca più protezione per i cittadini quotidianamente vessati da uno stato e da una burocrazia spesso deficitari?

Perché  (è un caso  differente ma legato allo stesso tema,  che ci fa capire come va il mondo), allo scoppio di calciopoli, hanno cercato di rovinare la famiglia al figlio di Moggi pubblicando le intercettazioni di una sua cena con Ilaria D’Amico, che di illecito non aveva proprio nulla? In quel caso alla privacy nessun giornalista ci ha pensato, come mai?

La morale che ci da questa storia è quindi che la privacy è una cosa sacra,  ma non per chi è contro Berlusconi o (come nel caso di Alessandro Moggi da me citato) per chi da fastidio e non è più ben accetto da un certo tipo di potere.

Questa è la stampa italiana……..

La privacy è uguale per tutti, per Silvio e i suoi amici però dev’essere più uguale……ultima modifica: 2011-01-18T15:18:00+01:00da stefanobosca
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