La vecchiaia logora chi ce l’ha…..

                    

  

 

Sono rimasto esterrefatto nell’apprendere dai giornali (e segnatamente dal Buongiorno di Massimo Gramellini sulla Stampa) la notizia che il senatore a vita Giulio Andreotti, intervistato a La Storia siamo noi, avrebbe dichiarato che Giorgio Ambrosoli, colui che fu incaricato di occuparsi del fallimento di Sindona e che da quest’ultimo venne fatto assassinare, la morte se l’è andata a cercare, lasciando intendere che in certe cose non bisogna mettere mai il naso.

Lasciamo un attimo da parte le vicende processuali di Andreotti, è incredibile che l’uomo che è a tutt’ oggi il simbolo della classe politica espressa dall’Italia repubblicana abbia rilasciato una dichiarazione del genere.

Siccome tutto si può dire del senatore a vita, ma non che sia uno stupido, c’è da chiedersi perché abbia pronunciato quelle parole.

O è rincoglionito (in fin dei conti può succedere alla sua età….), o forse è ancora fin troppo lucido e sapendo di non essere immortale (come invece pensa di essere il nostro attuale presidente del consiglio), comincia a dire la verità.

Se così fosse, pensate quanto sarebbe  bello se Andreotti dicesse tutto ciò che sa (e sicuramente è tantissimo….).

Intanto ci ha fatto un piccolo regalo. Ci ha confermato indirettamente quello che da sempre sapevamo, ovvero che la morte di Ambrosoli ha fatto comodo non solo a Sindona, ma a tutti coloro ad esso legati.

Tutti quelli che hanno foraggiato il banchiere siciliano e che gli hanno permesso, nel giro di poco tempo, di cambiare il proprio status da semplice avvocato ad uno degli uomini più potenti d’Italia, probabilmente non si sono strappati i capelli nel vedere che colui che avrebbe dovuto indagare sulle sue attività e soprattutto sui suoi conti,  l’11 luglio 1979 si beccò 4 colpi di pistola.

Non se li sono strappati neppure quando anni dopo, il 22 marzo 1986, Michele Sindona venne ucciso in carcere a Voghera con una tazzina di caffè avvelenata.

Anche se ufficialmente il bancarottiere siciliano si è suicidato, sappiamo tutti che non è quella la verità. Se così fosse infatti, non avrebbe detto, subito dopo aver bevuto il caffè, “Mi hanno avvelenato!”

Tornando ad Andreotti, pensate se, essendo conscio di non essere immortale, proseguisse con questo tipo di esternazioni e ci facesse altri “regali” del genere, dicendo ciò che pensa e ciò che sa sui tanti (troppi!) misteri della storia della nostra Repubblica.

Sarebbe un sogno troppo  bello per essere vero e per questo è meglio limitarsi alla realtà delle cose, ovvero che in Italia certe pentole difficilmente vanno scoperchiate e chi cerca di scoperchiarle fa la fine di Ambrosoli, al quale dobbiamo tutti delle scuse perché colui da cui ci siamo fatti rappresentare per cinquant’anni,  ha fatto capire che se il commissario liquidatore del gruppo Sindona si faceva i cazzi suoi sarebbe ancora vivo.

Da italiano, mi vergogno di fronte alla famiglia di Ambrosoli, persona cui invece andrebbe tributato un grazie, per aver comunque cercato di portare un po’ più di serietà e di onestà nel nostro paese.

 

La vecchiaia logora chi ce l’ha…..ultima modifica: 2010-09-13T15:27:00+02:00da stefanobosca
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