Ciao Tonino, giornalista di un calcio che non c’è più

 

Ieri mattina ho appreso della morte di Tonino Carino.

Negli anni ’80, bambino, incominciavo a seguire il calcio e ad appassionarmi per le vicende della mia squadra del cuore (la Juventus).

Gli appuntamenti immancabili erano: la radiocronaca delle partite di Tutto il calcio minuto per minuto e poi, intorno alle 18,00, finalmente le immagini delle azioni e dei goal delle partite di serie A su Rai Uno, nella trasmissione 90° Minuto.

A condurre quest’ultima c’era Paolo Valenti, che si collegava con gli inviati Rai negli stadi di serie A. Ricordo che  Milano c’era Gianni Vasino, a Torino Cesare Castellotti, a Napoli Luigi Necco, a Genova Giorgio Bubba, a Firenze Marcello Giannini, a Verona Ferruccio Gard e ad Ascoli, lui, Tonino Carino, per citare i più famosi.

Era un altro calcio, meno frenetico e con meno pressioni, forse per questo era raccontato in ben altro modo.

Ricordo come noi appassionati attendessimo spasmodicamente che iniziasse 90° Minuto in quanto o si andava allo stadio o quello era il primo momento della giornata in cui ci venivano mostrati i goal.

Oggi con Sky, Mediaset Premium, internet e quant’altro alle 17,00 se uno vuole ha già visto tutte le azioni e tutti i goal della giornata.

Sebbene per questo motivo il 90° Minuto di un tempo ricoprisse molta più importanza, la trasmissione del grande Paolo Valenti aveva una bellissima caratteristica: durava venti minuti, il tempo di vedere tutte le azioni principali dei match di serie A, senza tanti fronzoli; le discussioni che oggi sono all’ordine del giorno  una volta venivano infatti lasciate ai  vari bar Sport d’Italia.

La moviola era materia della Domenica Sportiva e del suo mentore Carlo Sassi.

Allora per commentare un goal oppure una semplice azione non era necessario urlare.

Sarà che ricordare 90° Minuto, in particolare quello degli anni ’80, mi fa tornare bambino, però mi manca quel modo di raccontare il calcio così come mi mancano i protagonisti di quell’epoca calcistica.

Anche se lui commentava generalmente le partite dell’Ascoli e a me devo ammettere che, essendo juventino, dell’Ascoli mi importava solo quando giocava contro la mia squadra del cuore e stop,  la morte di Carino ha inevitabilmente suscitato  in me un sacco di ricordi (forse anche per via degli sketch del Trio Solenghi-Marchesini-Lopez e  per un celebre tormentone lanciato da Ezio Greggio a Drive In intorno alla  figura di Tonino), legati ad un modo di fare giornalismo sportivo oggi difficilmente riscontrabile.

Ciao Tonino, che la terra ti sia lieve!

 

Ciao Tonino, giornalista di un calcio che non c’è piùultima modifica: 2010-03-10T17:36:00+01:00da stefanobosca
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