Un altro caso di conflitto d’interesse

 

 

In  questi giorni sulle radio private circola il seguente comunicato:

“Per finanziare radio e giornali di partito il Parlamento ha approvato un decreto del Governo che taglia le misure a sostegno delle radio private e delle agenzie radiofoniche indipendenti. Il pluralismo dell’informazione e migliaia di posti di lavoro sono a rischio. Ancora una volta la Casta protegge solo se stessa. Noi non ci stiamo”.

Un comunicato simile  lo si può ascoltare sulle tv locali.

L’artefice di questo decreto è il sottosegretario Bonaiuti, almeno da quanto ci viene spiegato nel comunicato televisivo sopra citato.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un evidente conflitto d’interesse.

Berlusconi, tramite il suo fido sottosegretario, ordina infatti tagli alle tv locali e alle radio private, non toccando per nulla le proprie tv (che infatti trasmettono a carattere nazionale), le tv di stato, che controlla attraverso il proprio potere politico e i giornali e le radio di partito.

Mi si dirà che tra i giornali e le radio di partito che non saranno toccate da questo provvedimento ci sono anche  giornali e radio politicamente contrarie al governo.

Credo che Berlusconi abbia avuto un minimo di pudore, poiché se dai tagli fossero stati risparmiati solo giornali e radio a lui favorevoli, sarebbe stato troppo, anche la sinistra se ne sarebbe accorta e avrebbe fatto fuoco e fiamme.

Sta di fatto che il conflitto d’interesse, tema da me già affrontato in precedenza (si veda il post Cantami o Iva…), continua ad essere un problema serio che difficilmente avrà una risoluzione decente.

Di questo il più colpevole non é Berlusconi, che sarebbe folle a fare leggi contro di sé, bensì la sinistra, che dal 1996 ha governato per sette anni e che non è stata in grado, pur avendo la maggioranza, di fare una legge su questo importante problema, che di fatto condiziona la libertà d’informazione e di essere informati.

In tutti gli stati democratici ci sono leggi che tendono ad arginare i possibili conflitti d’interesse dei rappresentanti politici, l’Italia è in netta controtendenza e di questo passo lo sarà ancora per un bel po’ di tempo.

 

Un altro caso di conflitto d’interesseultima modifica: 2010-03-03T22:43:00+01:00da stefanobosca
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4 pensieri su “Un altro caso di conflitto d’interesse

  1. Ciao Stefano, grazie per aver segnalato questo articolo.
    Seguivo questa vicenda già da qualche giorno. Purtroppo non se ne parla se non sulle radio private, dove il messaggio riporta quali sono i tagli, che riguardano anche le televisioni private.
    Ha oltrepassato il segno, e te lo dico io stesso che sono di destra.
    Un saluto; tornerò spesso a visitarti.

  2. Sabato 6 Marzo a Milano ci sarà una grande manifestazione contro il razzismo, il No Razzismo Day. Una manifestazione per affermare con forza che l’unica razza esistente su questo pianeta è quella umana. I canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa, e sono quegli stessi che ogni giorno presentano gli stranieri come la causa di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Vi chiedo di farvi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.

    Un sentito ringraziamento a questo Blog per la collaborazione.

  3. Non ho esitato a pubblicare il tuo commento direttamente nell’homepage, in modo che sia più visibile, poichè la causa della manifestazione di domani è più che nobile.
    Si può discutere su qualsiasi cosa ma al razzismo bisogna per forza essere tutti d’accordo nel dire un grosso NO, altrimenti la nostra non potrà mai essere definita una società civile.
    Stefano

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