I finti richiami alla morale del nostro calcio

 

Il calcio italiano ha ufficialmente lanciato una nuova crociata.

Dopo più di cento anni i vertici del calcio mondiale hanno scoperto che bestemmiare è da maleducati.

Ce ne hanno messo di tempo per accorgersene!

I media italiani, specialmente quelli sportivi, hanno subito cavalcato l’onda della decisione della Fifa che ha dichiarato guerra ai bestemmiatori.

Il portiere della Juve e della Nazionale Gigi Buffon gli ha subito fornito un assist ghiottissimo.

Domenica infatti, dopo un goal subito a causa di una sua papera, ripreso dalle telecamere, ha sfogato la sua rabbia nominando il nome di Dio invano.

E’ scattato subito il finimondo, dibattiti, moviole, tapiro d’oro consegnato al Gigi nazionale, il quale si è scusato (è il minimo che potesse fare) per il brutto gesto e le brutte parole.

La cosa ridicola di questa storia è che i giornalisti e i media che cavalcano questa nuova battaglia dei vertici del calcio, sono gli stessi che hanno chiuso gli occhi sulle troppe morti sospette del calcio italiano.

Perciò la morale di questa storia sembra essere: pazienza se ci sono medici, che d’accordo con dirigenti e allenatori hanno causato la morte di giovani calciatori ma guai a bestemmiare, è contro il decoro.

Questa nuova lotta della Fifa, già solo per questo, sembra essere ipocrita, oltre che inutile.

C’è però un altro quesito che sorge spontaneo: come si fa a vedere e a capire se un calciatore in campo bestemmia o no?

La risposta è che si vede solo se ci sono le telecamere che impietosamente lo riprendono, perché in caso contrario non è possibile.

C’è dunque il rischio che siano le tv a decidere se un giocatore va squalificato (come tra poco accadrà ai bestemmiatori) o meno, facendo diventare il calcio un Grande Fratello domenicale (come già sta diventando pian pianino…).

Ogni giorno che passa il calcio mostra sempre di più la sua ipocrisia, il suo marciume, ma i tifosi stessi sembrano non curarsene.

Il calcio italiano degli ultimi trent’anni ha visto di tutto: partite truccate, calciatori corrotti, documenti falsificati, doping, atleti morti in circostanze più che sospette, perciò i richiami alla morale provenienti da questo mondo sono ridicoli.

Eppure sono pochi quelli che protestano contro tutto questo, forse perché se lo fanno, rischiano di essere emarginati.

Quindi ci tocca andare avanti con le finte lotte al razzismo (è cambiato qualcosa dopo aver squalificato la curva della Juve? La risposta è no, se ne parla di meno ma i buh razzisti continuano ad essere fatti) e le finte lotte al perbenismo, come quella contro le bestemmie, che intendiamoci, è giusta se è lanciata da Papa Benedetto XVI ma non da Blatter, Abete, Carraro, gente che sono loro stessi un invito all’ imprecazione  quando vediamo le loro facce in tv.

 

I finti richiami alla morale del nostro calcioultima modifica: 2010-02-17T00:12:00+01:00da stefanobosca
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento