Meno male che c’è Benigni

Martedì è iniziato il Festival di Sanremo. Come tutti gli anni, già prima che iniziasse le polemiche (che del Festival sono il sale, ormai si da più importanza a loro che alla musica) divampavano.

Il milionario compenso di Bonolis, la canzone di Povia sui gay, l’attesa per i super ospiti hanno calamitato l’attenzione degli spettatori del Festival. C’era anche molta attesa per la partecipazione di Benigni.

Dico subito che non ho seguito molto il Festival, per adesso non posso dare un giudizio completo, anche se ho trovato interessante l’esperimento fatto con le Nuove Proposte, quest’ anno affiancate ognuna da un big della musica facente le funzioni di “padrino”.

Ho seguito però la performance di Benigni, che come al solito ha stupito e ha colpito il pubblico, sfoggiando ancora una volta il suo immenso talento.

Il grande attore toscano ha una capacità che pochi hanno: quella che anche chi non ne condivide le opinioni (siano esse politiche o su tematiche sociali), alla fine è obbligato ad apprezzarlo per la cultura e per i modi con cui le esprime.

La lettura della lettera di Wilde e gli sfottò a Berlusconi sono la più pratica e concreta dimostrazione di tutto ciò.

I politici di destra infatti si sono ben guardati dal polemizzare con il comico toscano, così come coloro che sono contro  le unioni fra persone dello stesso sesso.

Questo perchè ci sono personaggi che hanno un potere straordinario: quello di mettere d’accordo tutti. Benigni è uno di questi.

La sinistra, parte politica di cui Benigni è sostenitore, giustamente ne rivendica l’ appartenenza, ma Benigni è di tutti, poichè è una di quelle (sempre più rare) persone e  quei simboli che ci fanno sentire fieri di essere italiani (ed è per questo che i politici non intendono polemizzare con lui…).

Ce li dobbiamo tenere stretti questi personaggi, poichè sono patrimonio nazionale e poichè tengono in piedi l’immagine del nostro paese nel mondo. Questo perchè coloro che realmente dovrebbero svolgere questo compito (i nostri politici), con le loro gesta ottengono esattamente l’effetto contrario.

La nostra classe politica ha sempre meno credibilità (soprattutto all’ estero) e di fronte a ciò  si deve volgere lo sguardo in altri settori  per poter cercare personalità che possano fare da catalizzatore e da portabandiera del nostro paese, perciò meno male che esistono quelli come Benigni, grazie ai quali essere italiani vale ancora la pena.

Meno male che c’è Benigniultima modifica: 2009-02-20T10:05:00+01:00da stefanobosca
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento