Le fatiche dell’ onorevole Carlucci…

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Già la scorsa settimana l’on. Gabriella Carlucci mi aveva colpito per il suo show alle Iene, di cui si è parlato molto sui media.

Questa mattina però, su internet ho letto una sua intervista che mi ha lasciato basito.

In quest’intervista l’onorevole dice senza mezzi termini che il suo è un mestiere duro (e fin lì passi…), ma non abbastanza remunerato per gli sforzi che è costretta a compiere (e qui l’onorevole comincia ad andare un po’ fuori strada…..). La goccia che fa traboccare il vaso è che la Carlucci prosegue dicendo che gli onorevoli come lei fanno una vita dura, più dura di quella di un’operaio che, quando esce da lavorare arriva a casa e non ha più nulla da pensare, mentre al contrario lei, quando arriva a casa ha ancora un sacco di cose da fare legate alla sua professione.

Ora, se fa un mestiere faticoso, sottopagato e duro, perché l’on. Carlucci non ha continuato a fare la conduttrice televisiva?

Questa domanda sorge spontanea a chiunque abbia letto l’intervista all’onorevole.

In effetti la Carlucci è dal 2001 in Parlamento e dunque poteva non candidarsi più se non gradiva la politica, ma chissà perché si é puntualmente ricandidata, segno che non conduce proprio una vita infernale, come l’intervista sembra far presagire (se fare politica fosse controproducente a livello finanziario dubito che si assisterebbe a campagne elettorali senza esclusione di colpi e che esisterebbe in Italia un buon numero di  politici che presenziano in parlamento da parecchie legislature).

Il fatto poi, che la Carlucci quasi abbia invidia della vita degli operai, fa riflettere per 2 motivi.

Il primo è  che, con la pesante crisi economica che  tocca quasi tutto il mondo e con i problemi che ci sono attualmente in Italia, dove ogni giorno viene ventilato uno sciopero, le parole della Carlucci sono inopportune e la ragione è facilmente intuibile. Se io fossi un operaio infatti, mi incazzerei davvero nel sentire un pensiero del genere, espresso inoltre da una persona facente parte di una categoria che gode di privilegi che nessun altro mestiere ti da  (per ulteriori informazioni leggere il libro La Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella).

Il secondo è che un’onorevole queste cose può al limite pensarle, ma mai dirle. 

In questo caso, si entra però in un altro problema, che è quello della comunicazione.

Un politico deve sapere come si comunica con la gente e trovo strano che un’ ex presentatrice, che ha fatto per anni televisione e ha lavorato quindi nel campo della comunicazione per un sacco di tempo, non sappia come si comunica.

Certo, un conto è condurre una trasmissione televisiva, un conto è fare politica, sono 2 cose diverse e forse la Carlucci non lo ha ancora ben compreso (un professionista della politica mai e poi mai avrebbe rilasciato un’intervista del genere).

Forse l’intervista della Carlucci è uno degli effetti collaterali di ciò che è successo quando, dopo Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica (ammesso che sia mai finita…) e dei partiti che la popolavano, si è dovuto ricorrere a forze fresche e a personaggi estranei alla politica, che potessero portare consensi per le loro capacità, dimostrate in altri settori (come nel caso della Carlucci).

Un conto però é presentare “Cocco” o “Buona Domenica”, un conto è presiedere una commissione parlamentare o cercare di risolvere i problemi del nostro paese.

 

Le fatiche dell’ onorevole Carlucci…ultima modifica: 2008-11-17T22:49:00+01:00da stefanobosca
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2 pensieri su “Le fatiche dell’ onorevole Carlucci…

  1. L’ho vista alle Iene e ho trovato Lady Carlucci stupefacente 😉
    In Inghilterra l’avrebbero massacrata, altro che intervistata. In Norvegia l’avrebbero arrestata.
    Comunque l’Italia da qui fa quasi più pena dello stato di Bananas. Per fortuna che SSB è un’isola, il problema è che rischia nel giro di 10 anni di essere circondata non da mare ma da m…
    Un abbraccio.

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