Borgonovo, vittima dell’ipocrisia

Mi ha fatto impressione leggere, la scorsa settimana, che Stefano Borgonovo, 44 anni, celebre centravanti di Como, Milan e Fiorentina, è oggi, come tanti altri ex calciatori, vittima della SLA (Sclerosi laterale amiotrofica).

Purtroppo questo non è il primo caso, ma l’ennesimo di una lunga serie.

Va subito detto che  una delle principali cause della SLA sta nell’ abuso di medicinali e nel doping (non a caso molte, troppe vittime, sono ex atleti).

Fa quindi male da sinceri appassionati di sport notare come i mass media all’argomento doping  dedichino pochissimo spazio, se non in casi straordinari.

Preferiscono occuparsi del rigore che non c’è, della moviola, del perché l’attaccante ha sbagliato un goal, degli amori fra calciatori e veline, piuttosto che di questa delicata, ma importantissima (in gioco ci sono vite umane) materia.

Mi viene in mente che qualche anno fa ci fu la procura di Torino che fece un’indagine sul doping e sulle farmacie (fornitissime, fin troppo!) delle 2 squadre torinesi (in particolare quella della Juve).

Nell’indagine vennero tirati in ballo pure campioni di altre squadre, non solo le torinesi, alcuni dei quali avevano per loro sfortuna contratto la SLA.

Sarebbe stata un’ottima occasione per fare un minimo di pulizia, ma soprattutto per colpa dei mass media, venne trasformato tutto in una gazzarra da bar Sport, dando l’impressione che la Juve (squadra che l’inchiesta di Torino aveva inevitabilmente fatto entrare nell’occhio del ciclone) fosse una squadra di drogati e gli altri andassero tutti a pane ed acqua, con gli juventini  a dire che, in fondo, si dopavano tutti.

Un tema come il doping meritava un trattamento migliore, non quello che si riserva generalmente ad un fallo da moviola. 

Basta leggere il bellissimo libro Palla avvelenata di Fabrizio Calzia e Massimo Castellani per rendersi conto di come il calcio italiano fosse pieno di medici, dirigenti ed allenatori compiacenti nel somministrare agli atleti le medicine che in molti casi hanno provocato danni incommensurabili.

Allora io dico: sacrosanto squalificare coloro che hanno prodotto Calciopoli (anche se fa vomitare l’assoluzione a Carraro), ma non sarebbe altrettanto giusto condannare i medici, i dirigenti e coloro che hanno ridotto Borgonovo e tanti altri come lui nello stato in cui sono?

Perché, se fra i calciatori della Fiorentina degli anni ’70, si contano già 3 morti ( più che sospetti, in base alle testimonianze), più alcuni calciatori con gravi problemi di salute (alcuni paralizzati) in base a trattamenti medici più che discutibili, io devo sentirmi definire Mazzone (l’allenatore di quel periodo), che di tali trattamenti sapeva ma non diceva, per pura comodità, nulla, il simbolo del calcio pulito?

La verità è che se fossero squalificati tutti i responsabili delle vittime del doping nel calcio, mezzo calcio italiano salterebbe, in quanto parecchi sapevano, ma giravano la testa dall’altra parte per convenienza.

Ecco dunque perchè di doping non se ne parla con la dovuta ampiezza, perché in pochi vogliono che vengano scoperchiate pentole che  non vanno scoperchiate.

Meglio parlare degli amori fra calciatori e veline, quella si che è roba che conta….

Borgonovo, vittima dell’ipocrisiaultima modifica: 2008-09-08T23:47:00+02:00da stefanobosca
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