L’inciviltà ormai senza limiti

La scorsa settimana mi trovavo a Pietra Ligure in visita a mio fratello, in vacanza con la sua famiglia proprio lì.

Dovendo prendere l’ascensore nel palazzo, mi sono reso conto di quanto sia ancora viva e vegeta la categoria degli incivili.

Salendovi infatti sopra, non ho potuto fare a meno di notare (sarebbe più opportuno dire respirare) una tremenda puzza di fumo.

Il classico furbetto, che più che furbetto è un coglione, infatti ha ben pensato di fumarsi una sigaretta sull’ascensore, inondando di fumo l’ambiente.

Premetto, io non ho nulla contro i fumatori.

Però porca miseria, in un palazzo a sei piani (mica un grattacielo), possibile che uno arrivi allo stato di  non poter fare a meno di aspirare per pochi secondi una sigaretta e debba per forza fare un paio di tiri in un luogo che si sa, è uno dei più piccoli e chiusi esistenti in natura.

A parte il fatto che non si potrebbe, e quindi già qui il nostro eroe avrebbe torto, ma vi sembra proprio il  caso?

Secondo me colui che ha compiuto il gesto appartiene per forza a una delle 2 scuole di pensiero (se non a tutte e 2) che andrò a descrivere.

La prima, non si può fumare, ma io fumo lo stesso e me ne frego, tanto nessuno può farmi niente, in Italia non mettono più in galera nessuno, vuoi che mi facciano delle storie per una sigaretta sull’ascensore?

Questa è una teoria sempre più diffusa in Italia, dove ormai rispettare le regole è da fessi (esattamente il contrario di come dovrebbe essere) e ogni scusa è buona per trovare l’inganno ad una legge appena fatta.

La seconda è la seguente: io fumo, tanto è questione di secondi e poi chi se ne frega, tanto la puzza se la beccheranno gli altri e se a questi ultimi non sta bene, che salgano a piedi.

Questa teoria, assai menefreghista (la stessa usata da coloro che portano il cane a passeggio facendolo cagare per strada), è sintomo di ignoranza ed incapacità di convivere civilmente col prossimo, ma in una società in cui i primi ormai non aspettano e non rispettano gli ultimi non lo sembra più.

Ormai la gente è stressata, perciò non ha tempo per ascoltare le ragioni altrui, anche perchè, il più delle volte, le proprie non vengono ascoltate da nessuno.

In questo clima di incomunicabilità prosperano i furbetti (come colui che in barba alla convivenza civile, si è fatto la sua bella fumata in ascensore) che si sa, sono sempre esistiti, ma che ormai stanno diventando un modello da seguire e non da evitare.

Non a caso questa è l’Italia dei furbetti del quartierino.

L’inciviltà ormai senza limitiultima modifica: 2008-08-17T18:31:00+02:00da stefanobosca
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