Lo stile di Donadoni

Roberto Donadoni non è più il ct della Nazionale. Al suo posto torna Marcello Lippi, condottiero della Nazionale campione del mondo in Germania.

Su Donadoni tutti hanno detto la loro, tanto che anch’io voglio dire la mia.

Faccio una premessa, non mi è piaciuto il modo con cui 2 anni  fa è stato scelto per guidare la Nazionale, ma questa non è certo una colpa da attribuire a lui, semmai a chi lo ha scelto.

Il criterio usato per affidargli la Nazionale (in pratica é stato nominato ct solo per il fatto di essere amico di Demetrio Albertini), non è stato certo meritocratico.

Detto questo, a me Donadoni non é affatto dispiaciuto, se non per qualche errore in qualche partita, ma qual’é l’allenatore che non sbaglia mai?

Si è trovato a dover gestire il gruppo azzurro in un momento delicatissimo (momento che Lippi ha preferito non affrontare), ovvero dopo la conquista di un mondiale, che notoriamente porta sempre ad un appagamento sia fisico che mentale (ci ricordiamo che figura fece alle qualificazioni per gli Europei la Nazionale campione del mondo 1982?).

Sin dal primo momento sapeva che appena avrebbe sgarrato ci sarebbe stato chi avrebbe invocato Lippi (come è successo più volte).

Nonostante questa spada di Damocle sul capo, Donadoni é andato avanti, vincendo il girone di qualificazione agli Europei (girone a detta di tutti insidiosissimo).

Appena giunto in ritiro agli Europei gli è piovuta subito una prima, grossa tegola sulla testa, l’infortunio di  Cannavaro, assenza sia tecnicamente che moralmente pesante (avrei voluto vedere Lippi come li vinceva i mondiali senza il capitano in difesa…).

Dopo aver clamorosamente sbagliato la prima formazione contro l’Olanda, a mio avviso non ha poi commesso tutti questi disastri.

Con la Romania meritava di vincere, con la Francia ha vinto e con la Spagna ha perso ai rigori.

A tal proposito, ricordo che la Spagna avrà pure giocato meglio, ma le occasioni più belle le ha avute l’Italia (il tiro di Camoranesi, il colpo di testa di Di Natale, il colpo di testa di Toni che un difensore ha fermato con la propria testa senza volerlo).

Molti gli hanno contestato l’aver insistito su Toni. Va però detto che non ha insistito sull’ultimo pellegrino del mondo, ma su un calciatore che da anni segna valanghe di goal. Certo, forse per portare Borriello e fargli fare il turista, poteva non portarlo o forse poteva portare Pippo Inzaghi, ma in tutta sincerità, se l’Italia avesse vinto la lotteria dei rigori, oggi saremmo tutti in attesa di una finale di un Europeo che probabilmente riguarderebbe l’Italia e di Donadoni verrebbero sottolineati: il coraggio per aver affrontato un’ avventura difficile, l’onestà (che non tutti hanno) di riconoscere i propri errori (tanto é  vero che dopo Italia-Olanda ha cambiato la formazione in lungo e in largo), e la bravura per esser riuscito a non far abbassare la guardia ad un gruppo appagato.

Non é andata così, comunque penso sia giusto sottolineare la signorilità di quest’uomo, che in 2 anni se ne è sentite dire di tutti i colori, che raramente è stato difeso dai propri capi, i quali prima gli hanno affidato la squadra azzurra e poi lo hanno lasciato in balia degli eventi (la Federazione come al solito ha assunto un atteggiamento pilatesco), e che  infine ha perso il posto  più per sfortuna che per altro.

Nonostante ciò non ha perso il suo self-control, se n’é andato dando a tutti una lezione sia di stile che di educazione.

Per questo credo che la brutta figura alla fine l’ha fatta la F.I.G.C. con in testa Abete, non Donadoni.

Per quanto riguarda la scelta di Lippi come nuovo ct, beh, è il ct campione del mondo, quindi nulla da eccepire sulla qualità della scelta.

A questo punto però mi viene spontaneo dire che per lasciare e poi tornare dopo 2 anni, poteva rimanere alla guida degli azzurri subito dopo la finale di Berlino.

Lo stile di Donadoniultima modifica: 2008-06-28T16:20:00+02:00da stefanobosca
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