Marvin Gaye

                                        

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Era  il 1° aprile del 1984 quando, a causa di una lite, iniziata pare per dei documenti sistemati malamente in casa, Marvin Gaye senior sparò, colpendolo a morte, al figlio Marvin Gaye jr, una delle più grandi voci di sempre della musica leggera.

Sono passati 24 anni da quel triste giorno e dai giorni immediatamente successivi la scomparsa di Marvin.

Come accade spesso per gli artisti,  forse è stato dopo la morte che è cominciato il mito di Marvin Gaye.

Forse perchè ebbe una vita decisamente tormentata.

Il matrimonio con Anna Gordy (sorella di Berry, il capo della Motown, la celebre casa discografica con cui Marvin raggiunse il successo), finito malamente. Il rapporto (non si sa se solo artistico…) con la cantante Tammy Terrell, che ha prodotto “You’re all i need to get by”  (che a mio modesto parere è stato uno dei più bei duetti di sempre) terminato tragicamente (la Terrell morì giovane a causa di un tumore al cervello).

La tossicodipendenza, le fobie che lo perseguitarono negli ultimi anni di vita (come la paura, poi per  ironia della sorte verificatasi, di essere ucciso), la depressione, i guai col fisco, hanno dato a Gaye l’immagine di artista tormentato per eccellenza.

Il 1° aprile 1984 si spensero per sempre i suoi tormenti, ma le sue canzoni sono rimaste e rimarranno per sempre.

Chi non ha mai ascoltato almeno una volta la voce di quest’artista è consigliato di farlo, giacché è da tutti considerata una delle voci più belle ed intense della musica nera americana.

Pezzi come I heard it through the grapevine, Sexual Healing, What’s going on, sono e rimarranno nella storia della musica leggera.

Così come, nella storia, rimarranno i suoi funerali, a cui parteciparono molti suoi amici artisti e a cui si assistette ad una straordinaria interpretazione del suo amico Stevie Wonder, che con voce commossa intonò una memorabile “Lighting up the candle”.

Fa riflettere che Marvin Gaye, nonostante la fama, la celebrità, il talento immenso, non sia riuscito a godersi pienamente il suo successo (anche per l’assurda morte avvenuta il giorno prima del suo quarantacinquesimo compleanno).

Verrebbe spontaneo dire che i soldi non sono tutto nella vita (e in parte è così).

Però può anche essere (è solo una mia ipotesi) che l’animo umano per duro che possa risultare all’esterno, all’interno è fragile e questa fragilità lo rende vulnerabile in qualunque momento.

“L’uomo che non deve chiedere mai”, slogan pubblicitario in voga negli anni ’80, per me è e rimane uno slogan.

Comunque, anche se fragile,  l’anima di Marvin Gaye ci ha regalato momenti indimenticabili di musica.

 

 

 

 

 

Marvin Gayeultima modifica: 2008-03-31T21:50:00+02:00da stefanobosca
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