AMO LA RADIO…

“Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente, se una radio è libera  ma libera veramente, mi piace ancor di più, perché libera la mente”.

           Eugenio Finardi

 

Il 9 febbraio 1976 nasceva a Bologna Radio Alice, una delle prime, storiche radio libere, nate per effetto della liberalizzazione dell’etere.

Quella delle radio libere fu una stagione entusiasmante, in cui  nacquero fior di radio e  fior di dj (allora si chiamavano semplicemente conduttori radiofonici).

La nascita delle radio libere camminò a braccetto con la nascita delle tv private, che sempre in quel periodo, grazie alla liberalizzazione delle frequenze, spuntarono come funghi.

Anche nel mio paese nacque una radio, nel 1975, si chiamava Radio Vallebelbo ed inizialmente nacque come si suol dire, un po’ per scherzo…

Ricordo ai tempi della mia infanzia  l’imperdibile trasmissione (al lunedì) in cui veniva commentata la partita di calcio della Santostefanese del  giorno prima (con 2 commentatori d’eccezione…), i primi (storici) dj, la classifica della settimana,  il quiz e tanti altri allegri momenti che hanno tenuto compagnia a tanta gente.

In quel periodo c’era un po’ di dilettantismo, ma forse era proprio quello che rendeva la radio genuina e vicina ai suoi ascoltatori.

Oggi, per merito dei suoi dirigenti e dei suoi speaker, fra cui il mio personale amico nonché frequentatore del blog Fabio Gallina, si è espansa tanto da estendere le trasmissioni fino alla Riviera Ligure (non a caso oggi si chiama Radio Vallebelbo National Sanremo).

Ormai Radio Vallebelbo è un gruppo radiofonico, una solida realtà che continua ad allietare le giornate di tanta gente senza perdere la genuinità che ne aveva contraddistinto i primi anni di vita.

Come lei ce ne  sono sicuramente tante altre in Italia, tutte figlie di una stagione storica precisa, in cui videro la luce radio e tv private. A tutte va il rispetto dovuto, proprio perché tengono compagnia a milioni di persone, sfatando il titolo di una celebre canzone anni ’80 intitolata Video killed the radio star (Il video ha ucciso le star della radio), frase che il tempo ha provveduto a sbugiardare.

Infatti, nonostante il passare degli anni e delle mode, la radio non ha perso i suoi connotati essenziali (cosa in parte successa alla televisione) e questo ha fatto sì che non venisse annientata dalla forza del video.

Certo, piuttosto che assistere a certi programmi in tv, penso sia più salutare accendere la radio….

 

 

AMO LA RADIO…ultima modifica: 2008-02-09T00:10:00+01:00da stefanobosca
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